ROMA VIAGGIO DI ISTRUZIONE 2022
CLASSI SECONDE E TERZE
AUTORI: DE ANGELIS
BENEDETTA RACCONTA
SAN PIETRO PIAZZA

Avvicinati ora alla basilica percorrendo lo spazio immenso ma accogliente della piazza voluta da papa Alessandro VII e progettata da Gian Lorenzo Bernini.

Devi sapere che fino alla metà del ‘600 quest’area si presentava come un vastissimo spiazzo sterrato, al centro della quale spiccava, isolato, l’obelisco egizio. Erano già stati elaborati vari progetti di una piazza ottagonale o rettangolare, ma nessun architetto o urbanista aveva escogitato una soluzione che tenesse conto delle decine di migliaia di persone che affluivano nella piazza nelle celebrazioni solenni.

Nel 1656 papa Alessandro VII affida l’impresa al più grande architetto dell’epoca, Gian Lorenzo Bernini, quasi sessantenne. Lo scultore-architetto si trova innanzitutto nella necessità di strutturare la piazza in modo da armonizzarla con la facciata della basilica, che era stata fatta relativamente bassa e larga, in modo da lasciare emergere la grandiosa cupola di Michelangelo. In secondo luogo, la nuova piazza doveva collegare la basilica al palazzo del papa, per permettergli di impartire la benedizione ai pellegrini.

Bernini concepisce un larghissimo spazio ovale circondato da un semicerchio di colonnati, che si collegano alla chiesa tramite i due lati rettilinei che formano il sagrato. Guardalo, questo colonnato colossale, e vedi come si apre ad abbracciare virtualmente l’intera città, anzi, la comunità dei fedeli, ma svolge anche la funzione pratica di riparare dalle intemperie le folle che si radunano davanti alla basilica.

Un ovale, dunque, che si sviluppa intorno alle due zampillanti fontane barocche ai lati dell’obelisco centrale. Le colonne solenni e massicce in stile dorico, sormontate da una fascia continua, simboleggiano la forza della Chiesa. Le statue che vedi sulla cima dei colonnati raffigurano tutte dei santi e sono ben 140!

Pensa che il progetto prevedeva anche un terzo braccio, mai costruito, che lasciava aperti solo i lati per rendere ancor più spettacolare l’accesso alla piazza; inoltre l’apertura novecentesca di via della Conciliazione, ha compromesso l’impostazione del Bernini, che immaginava la piazza come un luogo sacro, separato dalla città.

CURIOSITÀ: L’obelisco di Piazza San Pietro fu fatto alzare da papa Sisto V. La faticosa operazione stava per fallire: fortunatamente un comandante di navi ligure suggerì di dare “acqua alle corde”, di bagnare i canapi che facevano da tiranti, per mettere in verticale il pesantissimo monolite. Il papa lo ringraziò concedendo alla Liguria l’esclusiva per la fornitura di rami di palma e di ulivo per le celebrazioni pasquali.

SAN PIETRO

San Pietro è la più grande chiesa della cristianità al mondo!

Sei in uno dei luoghi più preziosi del mondo, carico di due millenni di storia e di una successione ininterrotta di capolavori artistici.

Circa duemila anni fa, al tempo dell’imperatore Caligola, qui dove sei adesso si apriva la spianata di un circo con altri edifici annessi. L’area dove si svolgevano spettacoli e competizioni sportive era famosa per l’obelisco di granito che si trova tuttora al centro della piazza: proviene da Eliopoli in Egitto ed è alto più di 25 metri. Fu qui che nell’anno 67 san Pietro fu crocifisso a testa in giù. Come puoi immaginare, il luogo in cui era sepolto l’apostolo a cui Cristo aveva simbolicamente affidato le “chiavi” della Chiesa diventò molto presto un luogo di culto e di preghiera.

Perciò quando nel quarto secolo l’imperatore Costantino concesse la libertà di culto, qui fu fondata una grandiosa basilica, di dimensioni addirittura maggiori rispetto a San Giovanni in Laterano, dove risiedeva il vescovo. La grande basilica nacque apposta per il culto delle reliquie e della tomba del santo, e per permettere l’afflusso e la circolazione dei pellegrini fu realizzato un grande cortile a portici, mentre la parte con l’altare formava una zona a sé stante.

Da allora, la basilica rimase inalterata per oltre un millennio, prima di essere completamente abbattuta e ricostruita all’inizio del ’500. Viceversa, i palazzi Vaticani, che per molto tempo furono poco più di una fortificazione, hanno subito parecchi ingrandimenti e sistemazioni per volere dei vari pontefici nel corso dei secoli, dopo la decisione di lasciare l’antica residenza nel palazzo del Laterano.

Lasciando vagare lo sguardo sulla meravigliosa piazza s. Pietro, vedrai che forma una larga ellisse intorno all’obelisco, con due ali di porticato profondo quattro colonne.

CURIOSITÀ: Fu l’imperatore Caligola a far venire l’obelisco dall’Egitto, e per evitare che si danneggiasse lo fece trasportare su una nave carica di lenticchie!

STORIA DELLA BASILICA

E adesso ti racconto la storia della basilica, che coinvolge i più grandi architetti tra il ‘500 e ‘600. Fu l’architetto marchigiano Donato Bramante, nominato da papa Giulio II sovrintendente alle fabbriche papali, che impostò ai primi del ’500 la gigantesca mole della nuova basilica di San Pietro: il progetto prevedeva un edificio a pianta quadrata, con un enorme vano centrale coperto da una cupola di 40 metri di diametro. Bramante fa radere al suolo l’antica chiesa paleocristiana e imposta i colossali pilastri che in seguito verranno mantenuti come principale struttura di supporto.

Sotto la cupola della nuova basilica, il papa Giulio II decide di collocare il proprio grandioso monumento funerario. Per realizzarlo, fa venire a Roma Michelangelo. Dopo avere interrotto il lavoro per quattro anni per dipingere la volta della Cappella Sistina, Michelangelo continua ad adattarlo, spostarlo e ridurlo: il monumento è terminato solo quarant’anni dopo, e ora lo puoi ammirare addossato alla parete destra della chiesa di San Pietro in Vincoli. L’unica scultura rimasta del progetto originario è il Mosé, concepito come ritratto ideale del papa.

Rallentati dalla morte di Bramante e dall’invasione di Roma del 1527, i lavori alla basilica riprendono con Paolo III Farnese, che incarica Michelangelo di riprendere e sviluppare la struttura bramantesca. Ma soprattutto il suo compito principale è di realizzare la cupola, la parte più importante della nuova basilica.

Alla morte di Michelangelo però era finita solo la base della cupola, circondata da coppie di colonne alternate a 14 finestroni, ma fu l’architetto lombardo Giacomo della Porta a portarla a termine solo una trentina d’anni più tardi.

Ai primi del ‘600 furono prolungate le navate e la basilica, che Bramante e Michelangelo avevano concepito a pianta quadrata, prese forma di croce.

Tieni presente che quando l’immensa basilica fu consacrata, sorgeva ancora su una vasta spianata al centro della quale si alzava solitario l’obelisco egizio; e all’interno doveva apparire immensa ma spoglia, quasi una successione di spazi vuoti. È stato solo grazie agli interventi di Bernini che la basilica e la piazza si sono trasformate nello scenario spettacolare delle più solenni celebrazioni della Chiesa cattolica.

CURIOSITÀ: Il papa Urbano VIII sostenne l’architetto Bernini commissionandogli moltissimi lavori. I due pranzavano insieme ogni domenica. I romani dicevano: “se Gianlorenzo non gli rimbocca la coperta il papa non dorme”!